Renato Vanuzzo

PRESENTAZIONE DI UN’OPERA

Il pensiero umano e il trasporto dallo stesso ad una rappresentazione artistica, è un passaggio senza limiti.
Tutte le grandi opere sono state realizzate trasferendo l’astratto del pensiero al concreto dell’opera per presentare a chi guarda o ascolta, quello che l’artista riesce a trasformare.
Io non mi considero un artista ma, nel mio piccolo, trasferendo le mie esperienze di vita con l’interesse per la filosofia e la musica, ho cercato di diffondere in parole, musica ed immagini,quanto, per i miei trascorsi è stato trasformato da volubile e senza preciso orientamento ad obiettivo concreto di testimonianza di Fede.
Cerco, in questo mio racconto figurato, di trasmettere a chi guarda e ascolta, il mio spirito di ringraziamento al Creatore e per questo volgo a Lui questa mia umile preghiera:
O Gesù nel tuo insegnamento ad evangelizzare, hai posto in noi il libero arbitrio per poter poi essere Giudice del nostro operato. Il discernere sul come decidiamo sviluppare le nostre azioni è nostra libera scelta ed in funzione dei talenti datici, dei quali tu pretendi il giusto interesse, ne siamo liberi gestori.
Nella logica quindi di far fruttare il tuo insegnamento ho fatto questa scelta come atto di gratitudine per le volte che, con il Tuo intervento, mi hai sollevato dalle difficoltà terrene nelle quali mi ero volontariamente immerso. Possa, quanto da me umilmente realizzato, essere un tributo alla tua bontà Paterna ed un piccolo riscontro di interesse sui talenti che Tu mi hai assegnato. 

La mia musica è il frutto di una esperienza creativa dove il contatto della materia sonora è del tutto spontanea e da autodidatta. Tutto quello che di musicale si sente nel video, non di composizioni note e di celebri compositori ,non è che una parte delle mie creazioni musicali. La mia musica è un gesto creativo istintivo e poco mediato dalle regole musicali accademiche : è un flusso continuo e lineare ,un magma emozionale con sussulti e spinte intense ed irruenti che affiorano da un profondo spirituale, tra il visionario e l’estatico, tra il naif ed il descrittivo. Si tratta di una esigenza creativa inarrestabile che si manifesta e si concretizza in un linguaggio musicale non di facile esecuzione ed ascolto, ma che cerca di comunicare con umiltà la mia smisurata passione e fervida fede.