Come accennato in prefazione e con riferimento a quanto disse Luca circa la missione ricevuta da Gesù:
Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno , e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli ,cominciando da Gerusalemme ,la conversione e il perdono dei peccati (Lc 24,46-47), do inizio il mio racconto
1 Adamo ed Eva intorno all’albero della vita
Al di là della simbologia dell’albero e del frutto dell’albero, che non vengono menzionati, perché non necessario per l’autore sacro, ciò che sta dietro la disobbedienza di Adamo ed Eva non è semplicemente l’aver assaporato un altro frutto, quanto il desiderio di eguagliarsi al creatore stesso il desiderio cioè di diventare come Dio. Sarà una tentazione costante lungo tutta la storia del popolo d’Israele. Gesù il Messia , nuovo Adamo, ristabilirà la vera relazione tra Dio e l’uomo.
albero della conoscenza del bene e del male
Adamo ed Eva
Per lungo tempo l’immagine di Adamo ed Eva ha rappresentato l a contrapposizione di due modi e mondi diversi di interpretare l’esistenza dell’uomo: il Creazionismo e l’Evoluzionismo, l’atto creativo di Dio contrapposto al caos cosmico dal quale sarebbe derivato l’uomo. Contrapposizione tra fede e ragione, tra fede e scienza. Il primo racconto del libro della Genesi più astratto e teologico rispetto a quello seguente propone una classificazione di tutti gli esseri viventi in quanto essi sono creati secondo un ordine crescente di dignità. Infatti nell’arco di una simbolica settimana, che si conclude con il riposo, nel sesto giorno l’uomo entra in scena all’apice della creazione, ma è comunque un essere imperfetto, poiché creato nel sesto giorno. Nella numerologia biblica il 6 è infatti la cifra dell’incompiutezza, essendo il 7 il numero perfetto. Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò maschio e femmina lo creò. Rispetto alle mitologie antiche, il rapporto fra i due sessi nella Genesi subisce una smitizzazione, in quanto non dipende da un modello divino maschile e femminile. La persona umana è dunque effige del divino solo se intesa nella sua bipolarità sessuale, e la fecondità, che le è propria, è da ritenersi parallela all’atto creativo di Dio, che pur restando trascendente, opera il suo progetto salvifico.
Nei testi dei due racconti della creazione (Gen 1,1-2,4a; 2,4b-25) c’è una valenza soprattutto religiosa e teologica e non si possono cercare in essi elementi significativi dal punto di vista delle scienze umane. Le ricerche sulle origini e sullo sviluppo delle singole specie ‘’in natura’’ non trovano in questa descrizione alcuna norma ‘’vincolante’’ ne apporti positivi di interesse sostanziale. Anzi con la verità circa la creazione del mondo visibile, cosi come è presentato nel libro della Genesi, non contrasta in linea di principio, la teoria dell’evoluzione naturale quando la si intenda in modo da non escludere la causalità divina. L’autore, ispirato da Dio, scrive con le categorie del suo tempo, con le sue conoscenze delle cosmogonie del tempo (complesso di miti riguardanti l’origine dell’universo), nelle quali egli inserisce con assoluta originalità la verità circa la creazione di ogni cosa ad opera dell’unico Dio. E’ questa la verità rivelata. I racconti della creazione, ma anche tutta la Bibbia, potremmo interpretarli come una sorta di una ‘’ grande storia d’amore’’ tra Dio e l’uomo, tra l’uomo e Dio. Il tema della creazione non viene proposto tutto in una volta, ma attraverso tutta la storia d’Israele.
In effetti la definizione di uomo risulta ben chiara nei termini ebraici -salem- immagine che rimanda al rapporto tra la statua e l’originale riprodotto in essa e -demut- somiglianza che indica distanza ed esclude l’identità totale.
2 Cammino della storia d’Israele
bambini che si trastullano con le loro madri e giocano con gli animali
(immagine simbolica della pace paradisiaca )
Solo quanto narrato perviene a Cristo, diventa chiaro questo cammino della storia d’Israele. I Padri della Chiesa dei primi secoli e la fede della Chiesa, hanno sempre insegnato che la piena comprensione del cammino del popolo d’Israele è possibile solo se riteniamo che in Cristo, questo cammino, giunga al suo termine. Tutte le grandi culture hanno sempre riconosciuto un creatore del cielo e della terra, con sorprendenti elementi in comune anche tra civiltà che non potranno mai incontrarsi esteriormente. In questo possiamo senz’altro vedere qualcosa del contatto, profondissimo ma mai completamente perduto, dell’umanità con la verità di Dio.
Ci furono periodi tuttavia, in cui Israele era così preso dalle sofferenze e dalle speranze della sua storia, così direttamente legata al presente, da non sentire il bisogno, da non essere capace di spingere il suo sguardo fino alla creazione. L’era veramente grande, in cui il tema della creazione divenne il tema dominante, fu L’Esilio Babilonese in cui Israele aveva perso il suo paese e il suo tempio. Per la mentalità di allora ciò era incomprensibile poiché significava che Dio d’Israele era stato vinto, che era stato possibile sottrargli il suo popolo, la sua terra e i suoi adoratori. Perciò la deportazione dal proprio paese e l’eliminazione dalla carta geografica, rappresentavano una terribile tentazione per la fede d’Israele: il nostro Dio è ormai vinto, la nostra fede vana. Proprio in quest’ora i Profeti, apriranno una nuova pagina insegnando a Israele che solo ora si stava manifestando il vero volto del loro Dio, che non era legato a un fazzoletto di terra, anzi, non lo era mai stato. Ora si capiva finalmente che questo non era un Dio come gli altri dei, bensì il Dio che disponeva di tutti i paesi e di tutti i popoli. Tutto questo poteva farlo poiché lui stesso aveva creato tutto, il cielo e la terra. L’Esilio, l’apparente sconfitta d’Israele, permettono di giungere alla conoscenza di Dio che è il creatore di tutto e ha il potere su tutto.
Questo periodo si rivelerà molto decisivo per la storia del popolo di Israele; verrà infatti realizzata a redazione definitiva e sulla base di precedenti traduzioni orali o scritte la Bibbia . In questo periodo si descrive la cosiddetta ‘’ preistoria biblica ‘’redatta da autori ignoti ma certamente persone dell’intellighenzia del tempo che, sotto ispirazione di Dio, raccontano della Creazione e della storia dei Patriarchi le cui vite si collocano nel vicino Oriente del II millennio. Tutti i popoli infatti, tutte le culture ci raccontano di una creazione ; i loro riti, i loro culti lo manifestano. Questa unità delle culture, circa le domande più profonde che agitano l’uomo, è qualcosa di molto prezioso. E’ sorprendente come le grandi tradizioni dei popoli presentino una unità profonda con la fede Biblica. Esse racchiudono un sapere umano originario che è aperto anche nei confronti di Cristo.
Appendice
L’esilio di Babilonia,di massima viene indicato nel periodo compreso tra il VI ed il V secolo a.c. della probabile durata di 50/70 anni .Tale esilio è definito”la deportazione in Babilonia dei Giudei di Gerusalemme e della Giudea al tempo di Nabucodonosor sovrano babilonese che regnò dal 604 al 562 a.c.
Dal richiamo delle tradizioni:
Esse racchiudono un sapere umano originario che è aperto anche nei confronti di Cristo . Il pericolo delle nostre civiltà tecniche risiede nell’aver tagliato i ponti con questo sapere originario, nella esibizione di una scientificità malintesa che ci impedisce di ascoltare le direttive della creazione. Esiste un sapere originario comune, che indica la strada e unisce le grandi culture. L’era moderna ha cominciato a sprofondare nel tormento del narcisismo che taglia in egual misura i ponti col passato e con il futuro e vuole soltanto il presente, fino a giungere a una esasperata mentalità assetata di dominio che oggi ci minaccia tutti.
Un primo sintomo della nuova mentalità si manifesta nel corso del Rinascimento ad esempio in Galileo, quando afferma : “ qualora la natura non risponda spontaneamente alle nostre domande e non riveli i propri segreti, la metteremo alla tortura e con un doloroso interrogatorio le strapperemo le risposte che non vuole darci di sua spontanea volontà”. La costruzione di strumenti delle scienze naturali è per lui come la preparazione di strumenti di tortura, con cui l’uomo, in qualità di signore assoluto, si procura le risposte che vuole avere. La nuova mentalità ha naturalmente assunto forme concrete e storicamente efficaci solo più tardi e in misura piena con Carl Marx. Egli riteneva che l’uomo non doveva occuparsi più delle sue origini in quanto si trattava di una questione insoluta ; riteneva infatti le religioni ‘’oppio dei popoli ‘’. Con questo Marx intende eliminare la questione razionale che la destra Hegeliana aveva sollevato, collocando proprio nella sfera della razionalità anche la religione con tutti i suoi valori, e dove nel contesto del racconto della creazione del libro della Genesi, all’uomo, apparso all’apice dell’attività creatrice, viene affidato il compito di soggiogare e custodire la terra, perché la creazione con la sua intrinseca razionalità è il messaggio più forte e mirabile del creatore da cui non possiamo emanciparci.
Per Marx ciò che conta non è la creazione creata ma ciò che l’uomo è capace di produrre. Come ben sappiamo egli mutua il suo pensiero dal maggiore esponente della sinistra Hegeliana che fu Feuerbach e non solo ma assieme a lui Rousseau, Voltaire, d’Holbach, Engels, e naturalmente Hengel coofondatore insieme a Marx del materialismo storico e dialettico e del Manifesto . Egli infatti diceva che non è Dio a creare l’uomo ma è l’uomo a creare Dio proiettando in lui tutte le qualità umane di cui l’individuo si sente manchevole, ma che in realtà possiede come specie umana producendo così una ‘’ alienazione ‘’ che Marx tradurrà più tardi in quello già indicato ‘’ oppio dei popoli ‘’. La trasformazione è perciò il compito fondamentale dell’uomo, il progresso è la verità autentica, mentre la materia è il mezzo con cui l’uomo crea. L’idea di Marx viene in seguito condotta a una forma inquietante da Ernest Bloch.
Secondo lui la verità non è quella che conosciamo, la verità sta solo nel cambiamento. Così per Bloch il ‘’ bello ’’ non è lo splendore della verità delle cose, bensì il preludio del futuro verso cui andiamo e che noi stessi fabbrichiamo. Perciò egli conclude dicendo che le cattedrali del futuro saranno i laboratori, le chiese della nuova era saranno le cattedrali elettriche. Allora non avremo più bisogno di distinguere fra Domenica e giorni feriali, non avremo più bisogno di sabati, perché l’uomo sarà in tutto il creatore di sé stesso e. rappresenterà la natura stessa come cambiamento. Questo pensiero verrà tradotto su larga scala da Lenin e poi Stalin con risultati purtroppo devastanti. Il loro passaggio umano lasciò una scia di sangue per il popolo russo e in tante nazioni a loro collegate costrette, dalla forza, a cancellare l’iniziativa privata per formare una utopistica società ‘’ comunista ‘’ pensando così di possedere le chiavi di tutte le rivoluzioni proletarie per giungere poi a centralizzare i frutti del lavoro umano in un unico consorzio, sotto un unico dirigente e partito, illudendosi che tutto questo potesse essere esportato in tutto il mondo così da debellare tutte le miserie umane.
Via dunque tutte le religioni che tennero schiavi uomini e donne con false speranze. Solo allora la rivoluzione del proletariato cesserà per giustificare le loro nefandezze. Anch’io, avendo vissuto in parte la guerra del 45, ho toccato con mano la straziante ideologia che ebbe il suo colpo di coda strisciante anche se per un breve periodo anche in Italia. La mano di Dio mise fine, a questa ideologia, tramite la forza della verità, tramite l’azione di Papa Giovanni Paolo II. Potremmo proseguire l’escalation facendo riferimento alla teoria del ‘’super – uomo ‘’ di Nietzsche che verrà adottata, ma anche manipolata , dagli intellettuali Hitleriani. Con l’annuncio della morte di Dio in ‘’ Così parlò Zarathustra ‘’ di Nietzsche, il ‘’ super – uomo ‘’ è il solo individuo capace di sopravvivere in un mondo che appare governato dal caos e privo di qualsiasi finalità. Il nichilismo rappresenta il decadimento profondo di quel mondo sorretto solo da pseudo certezze religiose e morali. L’unica chance che resta all’ uomo di sopravvivere è quella di elevarsi ‘’ al di sopra ‘’ di tutte queste costrizioni e limitazioni alla natura attraverso la lotta per raggiungere la libertà assoluta. Nietzsche concentra nel concetto di ‘’volontà di potenza ‘’ tutta l’azione dell’uomo nell’obiettivo di rinnovarsi continuamente e mai fissarsi su una presunta verità. E’ questo il concetto che Niezsche lega profondamente a quello ‘’ dell’oltre uomo ‘’ che nella traduzione letterale significa ‘’ al di sopra degli altri”. Il nazionalsocialismo tedesco come sappiamo prese il concetto di ‘’ super – uomo ‘’ facendolo diventare un fondamento ideologico del partito Nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi. Tale nozione si traduce in una ideologia razziale come una delle basi ideologiche del nazismo stabilendo che la ‘’razza ariana ‘’ fosse speciale ‘’ e di conseguenza razza superiore da preservare. Anche qui, diciamolo, è stata teorizzata arbitrariamente una suddivisione infondata della specie umana che generò di conseguenza la convinzione che ci siano ‘’ esseri umani inferiori ‘’ fino a giungere allo sterminio di 6 milioni di Ebrei.
Da questo momento in poi viene a delinearsi con chiarezza il tormento del nostro tempo. Prima l’uomo poteva trasformare solo determinate cose della natura. La natura in quanto tale non era oggetto ma presupposto della sua azione. Ora la natura nel suo complesso è nelle sue mani. Mai come ora l’uomo si vede esposto improvvisamente al pericolo più grave per la sua stessa esistenza. Il punto di partenza sta in quell’atteggiamento che vede la creazione solo come un prodotto del caso e della necessità. La creazione non ha di per sé alcun diritto e non può fornire alcuna indicazione. Non viene più avvertito il ritmo dell’adorazione, che è il ritmo della storia di amore di Dio verso l’uomo e che tante civiltà lontane tra loro hanno in qualche modo sperimentato. Oggi evidentemente percepiamo come non mai i risultati spaventosi di un simile atteggiamento. Avvertiamo una minaccia che non è un futuro lontano , ma ci riguarda direttamente e personalmente. Prova ne è tra le mille l’esibizione muscolare proprio di questi giorni tra Kim Jong Un militare e dittatore della Corea del Nord e Trump, Presidente degli Stati Uniti. Il Presidente Usa Donald Trump rispondendo alle minacce dell’omologo nord coreano che dichiara di avere un bottone nucleare sulla sua scrivania, risponde dicendo su un twitter. ” anch’io ne ho uno più grande e molto più grosso e potente del tuo.” Se il dialogo tra due leader politici si abbassa sino a questi livelli c’ è davvero di che preoccuparsi. Oggi inoltre assistiamo a un altro preoccupante fenomeno che in controtendenza con l’idea di villaggio globale visione che per altro non è tutta rose e fiori perché ha distrutto la territorialità, patrimonio di ogni comunità ,tende alla chiusura dei propri confini in risposta al fenomeno dei migranti che da ogni parte del mondo soprattutto da quei paesi in guerra, invadono i paesi occidentali.
3 La famiglia ( clan ) di Abramo
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Abramo e il Sacrificio di Isacco
Abbiamo affermato che la creazione può essere intesa come ‘’ una grande storia di amore tra Dio e l’uomo ‘’. Il peccato originale incrina un po’ questo rapporto ma non ne cambia la natura e il suo disegno e soprattutto, il senso di compiutezza che questo disegno troverà nella venuta del Messia, il Cristo. Per comprendere le Scritture sarà dunque necessario non perdere mai di vista questi due concetti.
4 Il Sacrificio di Isacco
Il sacrificio di Isacco appare come se un sanguinario ordinasse di uccidere il figlio della promessa, ma che letto con profondità, può svelare ancora una volta il vero volto del Dio di Abramo. Anzitutto questo episodio ci dice che il Dio d’Israele non vuole ‘’sacrifici umani’’, come invece era consuetudine nei popoli vicini a Israele. Questo racconto esemplare vieta al popolo d’Israele di scivolare in una visione sanguinaria della fede. Di più la Bibbia mette in discussione una ‘’ visione sacrificale ‘’ e dolorista della fede, forse ancora troppo diffusa nel cristianesimo. Il sacrificio non è in se positivo, Dio non ama il dolore e se può lo evita. A volte però il sacrificio si rende necessario come manifestazione d’amore; come l’amato che muore per l’amata, come la madre che veglia insonne la malattia del figlio. Questo racconto dice inoltre che il Dio d’Israele rompe il legame ancestrale tra padri e figli. Isacco appartiene a Dio, non a suo padre Abramo. In questo racconto Abramo capisce che il Dio d’Israele è misterioso, capisce che tutto ciò che gli ha donato può riprenderselo, la distanza tra noi e Lui è immensa, l’uomo non deve fare un idolo della sua fede e della sua conoscenza. Da qui nasce il timore di Dio, che non è paura, ma consapevolezza di quanto radicalmente e totalmente diverso sia Dio da ciò che è umano.
Abramo fa esperienza dell’obbedienza assoluta: esiste un momento in cui la fede viene messa a dura prova, tutto sembra essere sbagliato e fasullo, la nostra fede diventa nuda; in quei momenti impariamo a credere. Abramo vive l’alterità di Dio. Nel cammino dell’uomo, percepiamo, proprio avvicinandoci a Dio, della sua radicale alterità; amare non significa possedere ma essere posseduti. Per la Scrittura timore (di perdere l’amore) e amore convivono. A questo proposito basterebbe riflettere sul fenomeno odierno del ‘’ femminicidio ‘’ dove si manifesta esattamente un atteggiamento estremo di volontà di possedere la persona amata. Non può esservi ‘’ vero amore ‘’ se non c’è ‘’vera libertà‘’ reciproca. Anche il vincolo coniugale e ancor più la genitorialità può , in ogni caso, significare possedere una persona e farne ciò che si vuole. Da questo possiamo comprendere come Dio che crea l’uomo, lascia che l’uomo possa tradirlo proprio in virtù di questa libertà.
Ismaele e Isacco ( una sola radice )
Abramo ha vissuto, diremmo oggi, in una sorta di famiglia allargata che all’epoca era riconosciuta dalla legge, e che la linea della discendenza poteva essere assicurata anche tramite l’unione con una schiava appartenente al nucleo familiare. Sara, moglie di Abramo, non potendo avere figli perché sterile e avanzata negli anni, diede la sua schiava egiziana Agar ad Abramo perché si unisse a lei. Agar diede alla luce Ismaele. Dalla vicenda biblica sappiamo che il rapporto tra Sara e Agar non fu facile. La gelosia fu tale che costrinse Agar a fuggire di casa prima ancora di partorire ed in seguito all’apparizione dell’angelo del Signore, ritornò da Abramo con la promessa di sottomettersi a Sara.
Appendice
In riferimento ad alcuni filosofi del nostro tempo.
Freud avrebbe molto da dire su questo, quando egli parla dell’inconscio. Il rapporto tra padre e figlio è minato pesantemente da paradigmi etici e sociali padre, autorità, divinità, potere, legge. La Bibbia smentisce clamorosamente tutto questo. Nel legame padre-figlio non c’è possesso, ma libertà, consapevolezza, scelta. Isacco appartiene a Dio, non a suo padre Abramo ed in questo racconto Abramo capisce che il Dio d’Israele è misterioso. Capisce che tutto ciò che gli ha donato può riprenderselo , la distanza tra noi e lui è immensa e l’uomo non deve fare un idolo della sua fede e della sua conoscenza. Da qui nasce il timore di Dio, che non è paura, ma consapevolezza del ‘’ Mysterium Tremendum ‘’ mistero terrificante e affascinante espressione coniata dallo storico delle religioni e teologo tedesco Rudolf Otto per descrivere il ‘’ numinoso ‘’ come qualcosa di radicalmente e totalmente diverso da ciò che è umano. Tale espressione è stata assunta in seguito in campo teologico. Rudolf Otto riteneva che l’intima essenza di ogni religione fosse il ‘’Sacro’’ che si manifesta proprio come ‘’ Misterium Tremendum ‘’ accentuando l’aspetto del timore e tremore umano di fronte all’alterità del divino. Questo concetto nell’ambito della filosofia verrà espresso da Heidegger quando parla della ‘’ Differenza Ontologica ‘’. Kierkegaard invece parlerà di ‘’infinita abissale differenza quantitativa’’.
5 Agar e il suo figlio Ismaele cacciati
Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via.
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Quando le preghiere di Abramo furono esaudite e il Signore concesse a Sara di dare alla luce un figlio chiamato Isacco, Sara pretese ed ottenne da Abramo che Agar e il figlio Ismaele fossero definitivamente allontanati. Abramo amava Ismaele e con grande sofferenza assecondò la richiesta di Sara. Anche nella tradizione Musulmana Agar è considerata come la seconda moglie di Abramo e la madre di suo figlio primogenito Ismaele, e la loro vicenda è interpretata come una ‘’ prova ‘’ di fede nella Provvidenza di Dio che non mancherà di aiutare la donna e suo figlio. In seguito, Ismaele prenderà in moglie una egiziana e diverrà il progenitore di 12 tribù nomadi del deserto. E’ citato più volte nel Corano come esempio di rettitudine come profeta e come suo apostolo. Ismaele perciò, è considerato il progenitore ‘’ nobile ‘’ degli arabi i cui discendenti possono essere definiti ismaeliti e si può ritenere che nel Corano sia racchiusa l’ultima manifestazione del volere di Dio a Maometto per questa ragione è considerato Parola di Allah, dettata in arabo, lingua formale importante di adorazione. L’Islam riconosce che la Torah e i Vangeli sono divinamente ispirati ma travisati ;il Corano viceversa è creato prima dell’uomo e dettato ai Profeti, sempre uguale a se stesso, immutato, cioè, non traducibile dall’arabo Questo perché l’uomo dimentica e distorce il messaggio, sì che questo deve essere reiterato.
L’Islam è rimasto legato al Vecchio Testamento. Per il cristiano Gesù è venuto a rivelare che Dio è uno solo, ma in tre persone uguali e distinte allo stesso tempo, che esprimono l’essenza divina che è Amore e si fa uomo. Per l’Islam, invece, è la legge del Sinai, il Dio Assoluto e impenetrabile che giudica e punisce. La radice di tutte le differenze tra le due fedi sta proprio in questo: all’Islam manca Cristo che è venuto a rivelare la dignità di ogni uomo, quindi i suoi diritti, la sua libertà, anche di fare il male, perché l’amore di Dio non s’ impone con la forza ma esige a sua volta, amore e libertà. La Sharia (legge islamica) è fondata su una triplice disuguaglianza: tra musulmano o no, tra uomo e donna, tra libero o schiavo. Il cristianesimo invece con l’avvento del Messia ha abbattuto tutte le barriere del razzismo e del sessismo. Non c’ è più differenza: essere ebreo o pagano, schiavo o libero, uomo o donna. San Paolo nella lettera ai Galati (3, 26 -28) dice : siete diventati un sol uomo perché uniti in Cristo. All’Islam manca la distinzione tra religione e politica, tra sacro e profano, tra comunità religiosa e comunità civile.
Appendice
Idee sul confronto religioso
Lo stesso Maometto il Profeta dell’Islam fa risalire la sua stirpe a Ismaele attraverso il suo primogenito Nabaioth il primogenito di 12 fratelli . Il racconto biblico del sacrificio di Isacco e quello del Corano sono sovrapponibili con la fondamentale differenza che nel Corano si parla del sacrificio di Ismaele e non di Isacco. Altro elemento di distinzione è che mentre nella tradizione ebraico-cristiana Gesù è colui che rivela il nuovo volto di Dio e che ripristina il rapporto creaturale tra Dio e le creature, incrinatosi con la disobbedienza di Adamo ed Eva, per il mondo Islamico Gesù rappresenta semplicemente un profeta come gli altri ( a cominciare da Adamo primo profeta, Abramo, Mosè e quindi Gesù fino a giungere a Maometto che per l’Islam sancisce la fine dei Profeti. L’Islam d’altronde non si pone il problema del peccato originale perché Adamo ed Eva mostrano pentimento e Dio il Misericordioso li perdona . Nell’Islam quindi non può trovare terreno la concezione di un Dio che sacrifichi il proprio figlio unigenito per salvare gli uomini dal peccato di Adamo ed Eva, poiché questi ultimi son già stati perdonati.
Da idee sul confronto religioso
E’ necessario quindi, per ritrovare un equilibrio, un rapporto pacifico tra le culture guardando alla ‘’ radice comune ‘’ alla quale tutti apparteniamo in particolar modo per le tre religioni monoteistiche: Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo.
6 Mosè e il Passaggio del Mar Rosso
Mosè ( XIII –XII SEC )
E’ un personaggio venerato tanto dagli Ebrei, dai quali è ritenuto il profeta più grande, quanto dai Cristiani, per i quali ricevette la legge divina e non ultimo dai Musulmani considerato uno dei maggiori profeti e predecessore di Maometto. Nel contrasto cretosi dalla necessità di operai per la costruzione della grandezza d’Egitto e la problematica della crescita dello schiavo popolo d’Israele, Mosè viene salvato ancora infante dalla figlia del faraone stesso che, senza saperlo , agisce secondo i piani di Dio. Sarà lui il liberatore del popolo e riceverà da Dio stesso il gravoso impegno che con la rivelazione “Io Sono- mi ha mandato a voi” pronunciato alla sua gente, avrà suscitato una tale emozione da far rivivere i ricordi tramandati dai loro Padri: il Dio di Abramo, di Isacco, e di Giacobbe. In questo modo Dio si riprenderà il suo popolo per ristabilire con esso un rapporto personale, per essere adorato in eterno. Gli Israeliti pur nelle loro incertezze e paure si abbandonano per mezzo di Mosè, loro guida, nelle mani di Dio.
7 Il Faraone con il suo esercito insegue il popolo d’Israele

Rappresenta per il popolo d’Israele lo snodo principale di tutta la sua storia in cammino verso il compimento della vera Pasqua in Cristo. Prima di attraversare il Mar Rosso e di lasciare l’Egitto Mosè predispone il rituale della Pasqua. Il Signore passerà per colpire l’Egitto e risparmierà tutte quelle abitazioni che avranno l’architrave cosparso del sangue dell’agnello che ciascuna famiglia avrà immolato. Voi osserverete questo comando come un rito fissato per voi e per i vostri figli per sempre (Es 12,14).
Da quel momento in poi è Dio che agisce e li conduce attraverso le acque del Mar Rosso, nella terra promessa, evocando in questo modo il rito del Battesimo. La purificazione del popolo che finalmente può riprendere il cammino e rientrare in quella ‘’ storia d’amore con Dio. Significativo per comprendere tutto il tormento ma allo stesso tempo la gratitudine di Mosè e del suo popolo, è il Cantico nel quale Mosè e il suo popolo, esprimono la propria gioia dopo la fuga dall’Egitto e in particolare dopo il miracoloso attraversamento del Mar Rosso; tanta è la gioia che ci troviamo per la prima volta di fronte ad un componimento poetico
‘’ Voglio cantare in onore del Signore: perché ha mirabilmente trionfato, ha gettato in mare cavallo e cavaliere. Mia forza e mio canto è il Signore, egli mi ha salvato….’’
( libro dell’Esodo 15, 1 – 18 ).
8 Tavole della Legge
Fondamentali per l’Ebraismo e per il Cristianesimo. Se ci riflettiamo bene i dieci Comandamenti ricevuti da Mosè sul monte Sinai sono in linea alla creazione. L’uomo creato e collocato al centro stesso del creato, esprime meglio di qualsiasi altra creatura quell’immagine e somiglianza di Dio. Per questo Dio conduce per mano l’uomo nell’evolversi della sua storia, fatta anche di tradimenti, a riconoscersi come immagine di Dio e di conseguenza manifestarGli la sua gratitudine attraverso i suoi pensieri e le sue azioni. I Comandamenti dovranno essere interpretati alla luce della pedagogia di Dio verso l’uomo la cui sintesi verrà raggiunta nella Persona di Gesù che diventa il frutto stesso dell’Amore di Dio che si offre all’uomo.
9 Aronne ( XII sec )
Fratello di Mosè e primo Sommo Sacerdote del Popolo Ebraico. La figura di Aronne è legata alla vicenda storicamente accertata della balbuzie di Mosè che, mandato da Dio alla presenza del Faraone, utilizzò il fratello per meglio interpretare il volere di Dio stesso.
10 Re Davide ( 1040 – 970 )
La figura di Davide è di particolare importanza nelle tre religioni abramitiche: Ebraismo, Cristianesimo e Islam. Nell’Ebraismo Davide, della Tribù di Giuda, è il Re d’Israele e da lui discenderà il Messia. Nel Cristianesimo da Davide discende Giuseppe, padre putativo di Gesù. Nell’Islam Davide è considerato un Profeta. Ricordato principalmente per lo scontro con Golia, il gigante filisteo che terrorizzava gli Ebrei. Dopo varie vicissitudini relative alla discendenza del trono d’Israele, a 37 anni re d’Israele e della Giudea. Con lo scopo di ricostruire il tempio portò a Gerusalemme l’arca dell’Alleanza che custodiva un vaso d’oro contenente la manna, cibo del deserto, la verga di Aronne che era fiorita e le tavole della legge.
Appendice
Re Davide
Alcune precisazioni sulla figura del personaggio
Dio tramite il profeta Daniele revoca la sua predilezione per Saul ( primo re d’Israele ) a causa del suo rifiuto di distruggere il popolo degli Amaleciti e così il Profeta Daniele in segreto unse Davide ultimo figlio di Jesse. La successione non avvenne immediatamente, anzi Davide avrebbe lenito le sofferenze di Saul con il suono della sua arpa. Entrò nella simpatia di Saul e di suo figlio Gionata.
Tutto questo gli procurò la gelosia di Saul che si vedeva spodestare nel suo potere che ancora esercitava, tanto che in cuor suo serbava di farlo uccidere. Davide dovette fuggire da Saul. In seguito Saul e suo figlio Gionata restano uccisi durante una battaglia contro i Filistei. Con la fine della dinastia di Saul, Davide all’età di 37 anni fu unto Re di Israele e dell
Il Tempio sarà edificato solo più tardi per mano di suo figlio Salomone. Per tutto il suo regno, l’Arca rimase nella Tenda innalzata da Davide. Il Re Davide poeta e musicista, resta un personaggio controverso capace di grandi crudeltà ma anche di saggezza politica e umana, e soprattutto di aver saputo riconoscere i propri errori e i propri limiti.
11 Re Salomone e le due madri ( 970 – 931 )
Successore e figlio di Davide. Re saggio e giusto. Seguì i progetti del padre; venne infatti ricostruito il Tempio di Gerusalemme, detto anche tempio di Salomone. Tra i mille pregi del Re Salomone si ricorda delle sue sentenze, ancora ai giorni nostri chiamate salomoniche, nelle quali trovava sempre una equa e giusta ragione nel giudicare tutte le varie questioni gli venissero proposte.
Appendice
Due donne reclamano entrambe la maternità di un bambino. Dopo aver chiesto chi fosse la vera madre e ovviamente che entrambe se lo contendessero ordinò di dividere il bambino in due, e così facendo individuò velocemente chi fosse la vera madre del bambino colei cioè che si oppose alla morte, rischiando allo stesso tempo di non vedere più il suo bimbo. Come sappiamo anche il Regno di salomone conobbe il suo declino segnato dal momento in cui Salomone che aveva molte mogli cominciò ad adorare molte divinità e l’Arca dell’Alleanza fu trafugata dal Tempio per le mani di suo figlio Menyelek e portata in Etiopia.
12 Giona nel ventre del pesce ( 823 – 782 )
Il libro di Giona si identifica con un unico racconto. E’ la storia del Profeta che si sottrae alla sua missione datagli da Dio di predicare a Ninive l’allora capitale dell’Assiria. Egli si rifiuta e decide di fuggire a Tarsis con una nave poi colpita da una tempesta. Informando 3 l’equipaggio della la sua disobbedienza a Dio ,viene considerato causa di tale tempesta e per questo, per allontanare l’ira divina decidono di buttarlo in mare, dove un grande pesce lo inghiottì. Rimase nel suo ventre 3 giorni e 3 notti e,dopo aver rivolto a Dio una intensa preghiera il pesce vomita Giona sulla spiaggia.Vista salva la sua vita decide di andare a Ninive dove i Niniviti ascoltarono la sua parola e si convertono proclamando un digiuno. Dio risparmia la città ma Giona non contento del perdono divino chiede a Dio di farlo morire. Ninive rappresentava un’infiltrazione ideologica esterna per Israele e un chiaro simbolo di oppressione per Israele, avendo distrutto e deportato il Regno del Nord. Giona rifiuta questa nuova politica per questo fa fatica a predicare la conversione proprio a quella città. Egli non si rassegna ad accettare un Dio misericordioso preferendo un Dio giustiziere contro l’impero tanto odioso come quello rappresentato dall’Assiria. Come infatti Giona rimane 3 giorni e 3 notti nel ventre del pesce così il Figlio dell’uomo resterà 3 giorni e 3 notti nel cuore della terra. I 3 giorni di Giona richiamano la Resurrezione di Gesù. Secondo il linguaggio biblico ‘’ tre giorni ‘’ rappresentano lo spazio temporale al di là del quale la morte è definitiva ed irreversibile.
13 Isaia ( VIII sec – ? )
Il Profeta Isaia riceve la sua vocazione profetica nel Tempio di Gerusalemme ed esercita il suo ministero durante 40 anni. Preoccupato della corruzione morale che la prosperità stava portando nella terra di Giuda per questo voleva che si respingesse ogni alleanza militare, e che si confidasse solo in Dio. Isaia è il profeta della fede e nei momenti di crisi che attraversa la sua Nazione, domanda che si confidi in Dio solo e spera che un ‘’ resto ‘’ (il resto d’Israele ) sarà risparmiato, di cui il Messia sarà il Re. Il Messia che egli annunciava è un discendente di Davide, che farà regnare sulla terra la pace e la giustizia di Dio.
14 Geremia ( 650 – 587 )
Geremia, della tribù di Beniamino, vive in un periodo di relativa pace e prosperità prima durante il Regno di Giuda e poi durante quello di Giosia. Egli tuttavia profetizza una dura punizione se il popolo d’Israele, traditore dell’Alleanza, non tornerà a seguire la volontà di Dio. Profetizza l’ invasione dei popoli del nord in particolare la Babilonia e queste previsioni vengono interpretate dai suoi connazionali come profezie malauguranti e per questo attira su di sé odio e disprezzo. A causa del suo messaggio impopolare rimarrà sempre un uomo solitario ma nonostante ciò, criticherà aspramente anche la vita dei regnanti che minano il morale del paese. Arriverà quindi l’invasione dei Babilonesi e durante l’assedio i notabili decidono di gettarlo in una vecchia cisterna fangosa per evitare che le sventure da lui annunciate possano demoralizzare i soldati. Il regno di Giuda termina così con l’Esilio della maggior parte dei Giudei a Babilonia per mano del Re conquistatore Nabucodonosor.
15 L’Annunciazione
La profezia del Profeta Isaia che annunciava un discendente di Davide prende corpo. L’Angelo Gabriele, inviato da Dio, appare a Maria di Nazaret, promessa sposa di un uomo della casa di Davide. Maria concepirà il Figlio dell’Altissimo. Inizia una nuova “era” per la nostra religione e forse da questo punto, più marcatamente, vanno riscontrandosi le differenze tra le religioni monoteiste
16 Visita di Maria a Santa Elisabetta
Maria colma di gioia si mise in viaggio per la città di Giuda per far visita a sua cugina Elisabetta.
La nostra Madre Santa incomincia in tutta umiltà ad insegnarci l’amor per il prossimo.
17 Nascita di Gesù

L’evento della nascita di Gesù si inserisce in quella storia intrecciata da Dio con il suo popolo, esattamente quella storia d’amore tra Dio e l’uomo di cui abbiamo parlato. Gesù dunque non arriva come una meteora, ma come frutto di questo cammino, al punto che l’idea di un tempio vivo, non fatto di pietra, in contrapposizione al tempio di Gerusalemme ricostruito più volte, accompagnerà la predicazione di Gesù e dei suoi Apostoli. Gesù Cristo rappresenterà la pietra angolare del nuovo Tempio, e il Tempio sarà il suo stesso corpo. Con la nascita di Gesù, potremmo dire che si replica una nuova Creazione. Cristo viene in mezzo a noi, la presenza di Dio riempie il cosmo, la storia e il cuore dell’uomo.
18 I Re Magi dinanzi a Erode

Fin dai primi secoli della Chiesa i Magi sono stati associati gli atteggiamenti positivi della ricerca della luce spirituale e del rifiuto delle tenebre. Dei tre doni che essi portarono con se, la mirra, risulta essere il più importante ( pianta medicinale da cui si estrae una resina gommosa che mescolata con oli serviva per realizzare unguenti a scopo medicinale, cosmetico e anche finalità religiose. La parola Cristo infatti significa proprio ‘’ unto ‘’ . Simbolicamente con questo dono fatto a Gesù dai Magi ne viene riconosciuta la sua divinità.
19 I Re Magi ritornano per altra strada
La storia ci racconta del messaggio ricevuto di Magi nel dover seguire strade diverse per il ritorno ai loro paesi. Gesù doveva essere preservato per portare fino ai tempi nostri il Suo messaggio .
20 Strage degli innocenti
La strage dei bambini voluta da Erode sembra ricalcare quelle subite dal popolo d’Israele lungo tutta la sua storia. Come allora per la paura che il popolo d’Israele potesse diventare più potente, il Faraone ordina l’uccisione di tutti i bambini degli Ebrei. Così Erode per la paura di essere spodestato, ordina analogamente la strage dei bambini. Dio però continua a scrivere la sua storia nonostante i veti e la perfidia umana che l’uomo pone sul cammino.
21 Battesimo di Gesù
Ecco, come la Madre, umilmente si mette a disposizione degli altri, cosi Gesù prima di dare inizio all’annuncio della Buona Novella riceve il Sigillo dello Spirito Santo. E lo fa da uomo nonostante le perplessità dl Battista , iniziando a seguire il volere del Padre. L’Amore che Dio aveva dispensato nell’azione creatrice e nella relazione preferenziale con il popolo d’Israele, si manifesta ora nel Figlio suo Gesù Cristo, attraverso il quale è possibile entrare in una nuova dimensione creatrice dove Dio è Padre.
22 Nozze di Cana
E’ l’inizio dei segni compiuti da Gesù. La presenza di Maria sua madre sempre discreta, mai protagonista, sarà per tutta la vita terrena del Figlio una presenza invisibile che Lo accompagnerà fin sotto alla croce e all’abbraccio finale della deposizione.
23 Guarigione del paralitico
Gesù trovandosi a Gerusalemme, per una festa ebraica, va alla piscina di Betzaeta, presso la porta delle pecore, dove di solito giacevano un gran numero di infermi, ciechi e paralitici.
24 Guarigione del cieco nato
Vengono sminuite e cancellate le contraddizioni della gente del tempo ben descritte nel vangelo di Giovanni “
Passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?».
Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio e ancora detto dai dottori per i quali la guarigione di sabato era peccato contro la legge di Mosè.
“Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato…in contrasto con i nuovi insegnamenti di Gesù che per primo risultato avevano l’amore ed il servizio al prossimo più che il rispetto di arcaiche leggi.
25 Vocazione di Matteo
Gesù vede un uomo seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse:‘’ seguimi ‘’, ed egli si alzò e lo seguì (Mc 2,14). Gesù guarda dritto al cuore e non alle appartenenze sociali o religiose.
26 Discorso delle Beatitudini
E’ innanzitutto il completamento dei dieci Comandamenti. Questo discorso richiama i principali valori del cristianesimo. S. Agostino dirà che il discorso della montagna esprime, al completo, tutte le norme delle quali è regolata la vita cristiana. La strada rivoluzionaria del discorso delle beatitudini ci indica la felicità paradossale dove gli ultimi diventano i primi grazie all’azione di Dio. ‘’
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli ‘’ ( Mt, 5 ).
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli ( Mt, 5, 10 ).
Come ci poniamo dinanzi agli ultimi, agli emarginati, ai rifiutati,ai diversi? Potremmo dire che il discorso della montagna, simbolica più che fisica, rispecchi un altro monte della storia biblica: il monte Sinai. Come da quella vetta era scesa la Parola di Dio, la Torah, legge per eccellenza del popolo d’Israele, così da questa cima parallela, che dominava il lago di Tiberiade, scende la Parola di Gesù e la sua rilettura della Torah. Il ‘’ beato ‘’ dunque è colui che leva lo sguardo verso l’alto, verso l’eterno e ascolta un messaggio controcorrente. Il discorso è rivolto a tutti e non solo ai discepoli che erano seduti accanto a Gesù. Le Beatitudini che Gesù annuncia portano con se una novità rivoluzionaria, di un modello di felicità opposto a quello che di solito viene comunicato dai media, dal pensiero dominante.
27 Moltiplicazione dei pani e dei pesci
Gesù si muove a compassione di coloro che lo avevano ascoltato e che non avevano di che sfamarsi. Il pane terreno simboleggia il desiderio dell’uomo di nutrirsi della Parola di Dio.
Lazzaro è stato un amico di Gesù. La resurrezione di Lazzaro è l’ultimo miracolo che precede la Passione e Resurrezione di Gesù.
29 Gesù dà a Pietro le chiavi del Regno
Gesù lascia a Pietro e ai suoi discepoli non un potere terreno ma la forza dello Spirito Santo attraverso il quale potranno essere strumento della nuova evangelizzazione.
Contro il parere dei discepoli Gesù decide di andare a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Qui avviene il compimento radicale della Pasqua ebraica. L’Agnello sacrificale è Gesù stesso che si offre prima durante la cena e poi sulla Croce.
Il tradimento di Adamo ed Eva assume la sua‘’ eco‘’ più significativo nel tradimento di Giuda. Dio lascia libero l’uomo persino nel tradimento di suo Figlio.

Tutte le autorità politiche e religiose si coalizzano per condannare Gesù. In realtà le loro scelte contribuiranno al compimento di quella storia d’amore che Dio aveva intrapreso sin dalla creazione.
33 Pietro accusato da alcune donne

Anche Pietro, che pure aveva ricevuto la fiducia di Gesù come nuova guida della Chiesa, non è immune dal tradire Gesù. Tuttavia, Pietro a differenza di Giuda, ha creduto profondamente nella forza dell’Amore di Dio annunciato da Gesù suo Maestro. Nella vicenda di Pietro sarà l’amore a trionfare sul peccato.
34 Pietro e il canto del gallo mentre Gesù porta la croce

Viene detto in Zohar, il libro della cabala , che un gallo che canta tre volte è un presagio di morte. La storia del vangelo del rinnegamento di Pietro del Cristo, tre volte prima del canto del gallo, era collegato a leggende più antiche che associavano il canto di un gallo con la morte e la resurrezione del Salvatore.
35 Gesù crocifisso con i due ladroni

Quasi Gesù voglia indicarci che, pur nella disperazione della morte, è possibile trovare la salvezza. Unica condizione richiesta è il credere che Lui ha dato la sua vita per la nostra salvezza. Ed è evidente la contradizione tra i due condannati .
35 Bis Gesù affida la Madre a Giovanni
Gesù prossimo all’agonia rivolge il suo pensiero alla Madre e a Giovanni il discepolo prediletto formulando loro il rapporto di reciproca protezione. E’ un’ immagine simbolica che fa riferimento alla Chiesa nascente che ha bisogno di essere protetta. Quale miglior simbolo se non l’immagine di Maria può farci capire il mistero dell’Incarnazione e della Passione di suo Figlio, della sua Risurrezione e della presenza e dono dello Spirito Santo avvenuta in seguito.
Appendice
Gesù prossimo all’agonia rivolge il suo pensiero alla Madre. E’ forse preoccupato che resti sola? ‘’ donna ecco tuo figlio ‘’ . Il discepolo Giovanni era lì sotto la croce. E’ a lui che Gesù affida la Madre. Gesù però, sappiamo che affida anche Giovanni a sua Madre. Certamente la dimensione umana in queste parole di Gesù è ovvia. Ma Gesù in questa doppia consegna tra il discepolo e la madre guarda alla Chiesa nascente che ha bisogno di essere protetta prima di ricevere l’energia travolgente della Risurrezione e della presenza e dono dello Spirito Santo poi. Maria rappresenta dopo la morte di Gesù la persona che lo aveva generato ma soprattutto colei che custodiva più di ogni altro il ‘’Mistero dell’Incarnazione e della Passione di suo Figlio. Dunque chi meglio di lei poteva tenere vivo il ricordo di Gesù tra i suoi discepoli che già sperimentavano la delusione di aver perso il loro Maestro e nulla hanno potuto fare per impedire che tutto questo accadesse? Prova ne è che Gesù Risorto appare loro nel momento in cui i discepoli, presumibilmente con Maria, erano riuniti insieme nel cenacolo. Le apparizioni di Gesù Risorto servono per dare loro la certezza che tutti gli insegnamenti che avevano ricevuto dal loro Maestro erano intimamente legati agli eventi della Passione – morte e Resurrezione. Gesù per dar prova che non è un fantasma chiede loro qualcosa da mangiare. Prima con i discepoli di Emmaus e poi con i suoi discepoli. L’atto di mangiare ricorda loro momenti di grande intimità, prima della Passione, dove Gesù, simbolicamente anticipa il suo Sacrificio e L’eucarestia che avrebbe perpetuato il Mistero
36 Il Centurione trafigge il costato di Gesù con una lancia

Quando il soldato trafisse il costato di Gesù‘’ subito ne uscì sangue e acqua ‘’ Il reale colpo di lancia attesta la reale morte di Gesù e l’Evangelista Giovanni ne vede un profondo significato: come dalla roccia colpita da Mosè scaturì nel deserto una sorgente d’acqua, così dal costato di Cristo è sgorgato un torrente d’acqua per dissetare il nuovo popolo di Dio. Questo torrente è il dono dello Spirito. Inoltre come dal costato di Adamo addormentato fu tratta una costola per plasmare Eva,così dal costato aperto di Cristo, addormentato sulla croce,nel sonno della morte, fu tratta la Chiesa, sua sposa; essa si forma proprio dall’acqua e dal sangue, cioè dal Battesimo e dall’ Eucaristia, che sgorgano dal cuore trafitto. Sono questi concetti teologici che troviamo tradotti nell’immagine di Gesù Misericordioso apparsa a Santa Faustina Kowalska:
‘’vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca con la mano alzata, e due raggi che escono dal cuore, uno bianco e uno rosso,” simboli del sangue e acqua di Gesù sulla cui figura appare sul contorno una luce blu ed una scritta: Gesù confido in te. Per questa visione, la Santa è stata la propagatrice della devozione a Gesù Misericordioso.
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Dopo il silenzio dinanzi a Gesù Crocifisso in mezzo ai due ladroni e al centurione che, pur avendo appurato la morte di Gesù, non esita a infliggergli un colpo di lancia nel costato. Maria la madre di Gesù, è ai piedi della croce pronta per l’ultimo abbraccio di quel corpo martoriato che aveva attirato su di sé tutto l’odio di coloro che non seppero leggere, nelle sue parole, l’amore infinito di Dio che si era fatto uomo in mezzo agli uomini.
38 Il Sepolcro
Giuseppe d’Arimatea, amico e discepolo di Gesù, offre il suo ‘’ sepolcro nuovo ‘’ scavato nella roccia per deporre il corpo di Gesù. Dopo tanta sofferenza finalmente un gesto gentile di un uomo che aveva amato Gesù e che aveva senz’atro ascoltato le sue parole. Con quest’ultimo gesto sembra essere tutto compiuto. Anche i suoi discepoli sprofondano nella tristezza e, come i discepoli di Emmaus, pensano che tutto sia finito, che quella esaltante avventura trascorsa accanto al loro Maestro sia giunta al termine. E’ invece nel silenzio del sepolcro e della morte di Gesù che Dio raccoglie tutta l’energia creatrice insieme alle attese e alle speranze vissute dal popolo d’Israele per preparare il momento della vittoria della vita sulla morte.
39 La resurrezione di Gesù
Alle donne che si recarono al sepolcro il primo giorno dopo il sabato gli viene detto: perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato (Gv 24,5-6).

Una grande prova di pentimento ed una grande preghiera quella di Tommaso‘’ Mio Signore e mio Dio ‘’ Ed altrettanto promonitrice la risposta di Gesù “ perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno (Gv 20,28.29).“

Gesù cammina con i discepoli di Emmaus, rattristati per la morte del loro maestro…
Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?…Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti (Lc 24,18.25)
42 Cena con i Discepoli di Emmaus.
Resta con noi perché si fa sera.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono i loro occhi e lo riconobbero.
‘‘’Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa (Mt 16,29).‘’
44 San Paolo. L’Apostolo delle ‘’ genti ‘’

Non ha conosciuto Gesù in vita, ma ha conosciuto , come egli stesso dice , Cristo Risorto. San Paolo è stato il principale missionario del Vangelo di Gesù tra i pagani, greci e romani.
Qui finisce il racconto biblico: dalla creazione alla morte di Gesù, insieme all’annuncio apostolico e alla fondazione della Chiesa. Ma che ne è stato della semina e della diffusione del Verbo?
Quanto visto ed ascoltato dalla creazione alla morte di Gesù e le riflessioni degli Apostoli. Ma che ne è stato della semina del Verbo?
45 Sant’Agostino
Uno dei massimi pensatori cristiani del primo millennio. E’ stato non solo un grande teologo e uomo di cultura ma colui che parla al cuore dell’uomo con tutte le sue fragilità ma anche con tutto il suo slancio d’amore verso Dio. Ricordiamo tra le sue opere ‘’Le Confessioni ‘’.
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46 Epoca Medioevale
Dalla caduta dell’Impero Romano d’occidente alla scoperta del ’ America ; dopo la caduta dell’Impero Romano inizia l’epoca dell’Alto Medioevo fino al XI sec. Questo è un tempo storico considerato come un periodo di crisi in tutti i settori dovuto principalmente alla diffusa convinzione dell’arrivo della fine del mondo. Inizia poi il Basso Medioevo fino al XIV sec., dove si realizza una ripresa dell’Europa fino alla scoperta dell’America.
E’ inoltre il periodo storico dove si collocano anche le Crociate.

Frate Domenicano, teologo e filosofo. E’ stato uno dei principali pilastri della teologia e della filosofia della Chiesa Cattolica; ha saputo fare sintesi e raccordo tra la filosofia classica ed il mondo della cristianità. Interessato a questioni fondamentali come quelle tra : ‘’ fede e ragione ‘’, e quanto riguarda la questione intorno all’esistenza dell’anima sulla religione e sulla teologia. ‘’ La Summa Theologiae ‘’ sarà la sua l’ opera dove verranno affrontate tutte le questioni fondamentali della teologia.
48 Storia Moderna
Dalla scoperta dell’America alla Rivoluzione Francese periodo dove si inserisce il Risorgimento Italiano

Dalla Rivoluzione Francese alla Rivoluzione Industriale (seconda metà del XVIII sec.), fino ai nostri tempi.
A questo punto mi sono chiesto, arrivato nel mio racconto di immagini ai tempi nostri , se potevo dare fine alla mia rappresentazione: siamo partiti da Adamo e siamo arrivati, con diversi spunti ,ai nostri tempi. Ma il futuro? Chi ci parlerà del dopo?
Prendo spunto per rispondere al mio dubbio, proponendo alcuni spunti dall’Apocalisse di Giovanni.
E‘ questo l’ultimo libro del Nuovo Testamento ed è la sola apocalisse presente nel canone della Bibbia,; esso appartiene al gruppo di scritti neotestamentari noto come “letteratura giovannea”, in quanto scritta, se non dallo stesso apostolo, nei circoli che a lui e al suo insegnamento facevano riferimento.
50 La Donna e il Drago ( nell’Apocalisse )
Costituisce il capitolo numero 12,dal valore simbolico, del libro dell’Apocalisse. Si tratta della lotta che ebbe inizio con il peccato originale, tra il bene e il male. Opera collocata durante il periodo di regno di Nerone, un periodo di turbolenti e di violente persecuzioni contro la Chiesa nascente. Quando l’autore scrive, la Chiesa, nuovo popolo eletto, è appena stata decimata da una persecuzione sanguinosa, con l’imputazione di aver incendiato quella Roma Imperiale che imponeva il culto pagano degli Imperatori. Infatti il Cristianesimo appariva all’imperatore come una sorta di ‘’ ateismo ‘’ in quanto rinnegava ogni divinità tradizionale. Dunque L’Apocalisse ,nell’immagine della Donna e del Drago, sottolinea come quella ‘’ storia d’amore ‘’ tra Dio e l’uomo nata dalle origini, sia minacciata costantemente lungo tutta la storia del popolo d’Israele, dall’avvento del Messia, il Cristo, durante i primi secoli della Chiesa e non di meno nella nostra epoca moderna .Per questo la simbologia della donna nella visione dell’Apocalisse può assumere l’immagine della ‘’ nuova Eva ‘’, senza peccato, che sarà madre di tutto il genere umano; la donna fuggita nel deserto può essere l’immagine del popolo d’Israele che Dio proteggerà costantemente contro ogni tentativo di distruzione. La Donna inoltre, è l’immagine di Maria di Nazaret , Madre di Gesù, e Madre della Chiesa nascente .Infine il bambino partorito dalla Donna e rapito da Dio, prima che il Drago potesse divorarlo, è Gesù Cristo, il quale vince definitivamente sulle forze del male e di Satana. La visione dell’Apocalisse è dunque, nonostante la tragicità del racconto, molto positiva in quanto afferma un dato importante: Dio è con il suo nuovo popolo, che egli ha unito a se nella persona del Figlio , l’Emmanuele ‘’ Dio- con – noi ‘’. Gesù infatti dirà in Mt 28, 20 ‘’ ecco io sono con voi, per sempre, fino alla fine del mondo ‘’.
51 Drago con le sette teste
II grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana”. Esso intraprende una guerra in cielo contro Michele e gli angeli buoni. Perdente, viene precipitato sulla terra e qui fa guerra contro la Donna e contro i cristiani. Si allea, per i suoi misfatti, con altre varie potenze del male.
La bestia. “Vidi salire dal mare una bestia”. Il mare nel simbolismo biblico indica la il
male, la morte. Può essere che in questo contesto indichi anche la moltitudine delle
nazioni ostili a Israele. La bestia deriva la sua forza dal drago, da Satana. Essa si contrappone a Cristo, come falso cristo. San Paolo lo chiama anche “avversario”. Il suo numero è il 666 che potrebbe indicare una persona posta ai vertici ma che fa un utilizzo negativo dei poteri, ad esempio Nerone. In altri testi il numero della bestia viene associato al numero 616, perché non veniva calcolata nella somma la seconda lettera “N” in “Nerone” (in greco viene scritto in modo diverso naturalmente). Questa persona è aiutata da un altro essere delle tenebre, definito seconda bestia, falso profeta o bestia della terra. Il Corano colloca queste persone entrambe nello stesso luogo definito, ove regna El-Dajjal.
Babilonia la Grande. Essa viene descritta come una prostituta ad indicare il mercimonio connesso alla Religione. I cristiani devono combattere la potenza del male nella totale certezza che, sebbene il male sia potente e possa trovare via via sempre nuovi alleati, alla fine verrà sconfitto.
52 Coda del Drago
Nell’Apocalisse si legge : la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. E’ l’allusione alla caduta degli Angeli cattivi, trascinati da Satana.

E’ la figura stessa di Satana. Nella sua etimologia significa ‘’ portatore di luce ‘’ e San Paolo cita spesso questo riferimento. ma è l’Angelo ribelle cacciato dal Paradiso e precipitato negli abissi degli Inferi. Alcune correnti eretiche hanno interpretato Satana come colui che conduce l’uomo fuori dalle tenebre dell’ignoranza, in cui Dio lo vorrebbe , concedendogli il dono del libero arbitrio e delle verità
54 I Dannati
Come quegli Angeli precipitati negli abissi degli inferi, i dannati sono coloro che operano per Satana e ne sono affascinati. Vengono puniti informe diverse ,a seconda del peccato commesso, ma tutti per l’eternità.
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Un riferimento al nostro tempo, pieno di paure e di contraddizioni ove l’avere predomina sull’essere e la ricerca di se stesso , totalmente slegato ad un volere divino ,porta l’uomo ad una vita senza alcuna sicurezza.
56 Papa Francesco con una famiglia e Gesù Misericordioso
Il nostro attuale Pastore, paladino dei poveri e di chi, nell’indifferenza dei tempi che viviamo, va alla ricerca della vera Parola .
57 Madre di Gesù

Ci troviamo dinanzi all’immagine della Madonna di Lourdes. Nelle apparizioni viene svelato il Mistero dell’Immacolata Concezione alla piccola Bernadette che valorizza la rivelazione con il fatto di non conoscere ma solo accettare con gioia questo divino mistero a lei totalmente sconosciuto. La presenza di Maria, Nostra Madre Celeste è una costante nella storia della Chiesa. La Signora della grotta svela la sua vocazione di essere madre di Gesù. Tutta la sua esistenza consiste nel concepire il Figlio di Dio, ed è tutta per lui. E’ Immacolata perché abitata da Dio e per questo anche la Chiesa e ogni cristiano devono lasciarsi abitare da Dio per divenire a loro volta immacolati e quindi testimoni Cattolici Cristiani nella storia. Quale tramite più sicuro ci può essere fornito se non da Lei che Gesù ci ha affidato , in maniera simbolica ,in riferimento a Giovanni
”Donna questo è tuo figlio” comprendendo, in quel figlio, tutti noi.
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Forse non a caso ci si rifà nuovamente alla considerazione che non tutto sempre è perduto. Maria alla quale è affidata da Gesù la vita di tutti noi, cerca di aiutarci a redimerci , comunque sia stata la nostra vita terrena. Affidandoci a Lei ed agli Angeli che ci sono stati assegnati in aiuto, potremo, con la nostra volontà, recuperare la salvezza eterna .

Le schiere dei salvati vengono portate verso la porta del Paradiso ma ciò che l’apostolo vede oltre la porta non viene riportato, così come ordinato dall’angelo guida. Ricondotto al firmamento e giunto alle porte del cielo, situate sopra il fiume Oceano, Paolo trova di fronte a sé un nuovo scenario: da qui può scorgere i due luoghi a cui sono destinate le anime dei giusti in attesa del Giudizio finale, il primo è la terra promessa, in cui scorre un fiume di latte e miele, dall’altra quella del giardino dell’Eden. Poi in vari passaggi si ritrova con altri personaggi e situazioni tutte comunque in sensazione di beatitudine e dell’osanna alla glorio di Dio.

Allora il Re dirà a quelli che stanno alla sua sinistra: via lontano da me maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il Diavolo e per i suoi Angeli perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero nudo e non mi avete vestito, ero forestiero e non mi avete ospitato, ero ammalato e carcerato e non mi avete visitato ,e, alla mia morte non avete avuto compassione di me (Mt 25,42-43).
61 Alla sua destra

Allora il Re dirà a quelli che stanno alla sua destra: venite benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il Regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo perché : ho avuto fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero nudo e mi avete vestito, ero forestiero e mi avete ospitato, ero ammalato e carcerato e mi avete visitato ,e, alla mia morte avete avuto compassione di me.
Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25,34-40).
62 La Trinità

E’ la sintesi perfetta che descrive il dinamismo e la vitalità tra Padre Figlio e Spirito Santo. Nella definizione di Dio ‘’ Uno e Trino ‘’ voglio sottolineare l’ unicità di Dio ma anche la distinzione delle tre persone Padre, figlio e Spirito Santo. Per tentare di interpretare questo Mistero diciamo che la ‘’ creazione ‘’ è opera del Padre che ha voluto che l’atto creativo raggiungesse il suo apice in Cristo suo Figlio. Con questo non si vuol dire re che il mistero dell’Incarnazione non è legato direttamente al Peccato Originale , come se Dio fosse stato costretto a rimediare al tradimento di Adamo ed Eva, ma che il Figlio ne è già partecipe sin dall’eternità. Questo concetto lo spiega molto bene il Prologo di San Giovanni quando dice: in principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste… L’amore del Padre e del Figlio genera lo Spirito Santo che, in linea con il Padre e con il Figlio, agisce nella Chiesa di oggi e governa quella stessa azione creatrice intrapresa dal Padre. Dunque la Trinità possiamo definirla come una spirale di Amore che tutto attrae e tutto genera. Se ci possiamo permettere il paragone è come un immenso ‘’ buco nero ‘’ che attrae la materia in un vortice che poi genera nuove galassie.
63 La Creazione

La Creazione è partecipazione della essenza stessa di Dio. Per cercare di capire meglio in profondità queste parole, andiamo a rileggere il testo del secondo racconto della Genesi, della creazione che appartiene alla tradizione più antica. Un racconto della creazione dell’uomo distinta dalla creazione del mondo. ‘’ allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente (Gen 2,7). Conosciamo poi il seguito; l’uomo non avendo trovato un aiuto che gli fosse simile, Dio plasmò con una sua costola una donna. Dunque la creazione raggiunge la sua massima espressione quando Dio disse: facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza.

Nel significato etimologico significa ‘’ angelo capo ‘’e nella tradizione Giudeo – cristiana vi sono sette Arcangeli senza concordanza sui loro nomi. Chi e cosa sono dunque gli Arcangeli? Essi sono spiriti che contemplato sempre il volto di Dio, esistono per lui e in lui ma sono anche vicino agli uomini .
Nei libri canonici della Bibbia viene inizialmente menzionato quasi unicamente l’Arcangelo Michele ma, lungo i secoli la Chiesa permetterà la venerazione, oltre a Michele, anche di Gabriele e Raffaele.
In fasi successive comparvero, in Occidente, i loro nomi con un interesse devozionale ed essi sono: Uriel, Raffaele, Raguel, Michele, Sariel, Phanuel e Gabriele.
Nel Medioevo la Chiesa Cattolica ha stabilito comunque che solo per tre Arcangeli fosse lecito il culto e la venerazione: Michele , Gabriele e Raffaele. L’Arcangelo Michele è il guerriero che combatte contro Satana, il difensore di quelli che amano Dio. L’Arcangelo Gabriele è uno spirito molto vicino a Dio che ha annunciato a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista e a Maria quella di Gesù. L’Arcangelo Raffaele ha la missione di portare la guarigione, infatti il suo nome significa ‘’ medicina di Dio ‘’ raffigurato spesso con un vaso di medicamenti.
65 Lucifero , Arcangelo decaduto

Con il termine angelo caduto si indica un angelo decaduto dal suo stato di grazia e, per questo motivo, allontanato dal Paradiso. Spesso tale esilio è una forma di punizione per aver disubbidito o essersi ribellato a Dio. Una delle prime fonti riguardanti l’angelologia e la demonologia è il profeta persiano Zarathustra, che avrebbe influenzato alcuni aspetti della religione ebraica e cristiana.

Gli angeli sono creature dotate di potere e capacità superiori a quelli degli esseri umani. Vivono in cielo, o mondo spirituale, che rappresenta un livello di esistenza più elevato dell’universo fisico. Per questo vengono anche chiamati spiriti.
Dio creò gli angeli tramite Gesù, definito nella Bibbia “il primogenito di tutta la creazione”. Descrivendo il modo in cui Dio lo impiegò nella creazione, la Bibbia dice: “Per mezzo di lui tutte le altre cose furono create nei cieli e sulla terra, le cose visibili e le cose invisibili”, inclusi gli angeli La creazione degli angeli risale al lontano passato, prima ancora che esistesse la terra. Quando questa fu creata, infatti, gli angeli “emisero urla di applauso”
67 Le rose: bellezza del creato

La rosa a chiusura di questo mio racconto come simbolo dell’immagine della Vergine Maria. Il riferimento del fiore dai molteplici nomi e dai più disparati colori, fa corollario all’immagine di Maria che sempre ci ascolta e ci sostiene nel nostro cammino terrestre. Anche la corrispondenza temporale , il mese di maggio,
abbina il fiore a Maria, madre di Cristo e nostra sostenitrice presso il Padre ed il figlio.

Il Giudizio universale o Giudizio finale, secondo l’escatologia cristiana, è un avvenimento che si verificherà alla fine dei tempi, subito dopo la Seconda venuta di Cristo. Secondo la teologia, infatti, il compimento delle storie di libertà vissute da ogni uomo comporta “il rendersi consapevoli della qualità etica di queste storie di fronte a Dio”. Inoltre “nella testimonianza biblica che Gesù sarà il giudice è contenuta la promessa che il giudizio di Dio sul male e su ogni colpa sarà un giudizio di grazia”.
Ringraziamenti
Un ringraziamento doveroso va a tutti coloro che hanno collaborato perché questo progetto si sia potuto realizzare, e che le idee che erano solo nella testa abbiano potuto prendere corpo per essere più facilmente trasmesse.
Un ringraziamento ai due scultori Marco Guttilla di Palermo guttilla.marco@libero.it e Antonio Vertulli di Perugia www.antoniovertulli.it






























